KANSAI PROJECT

Una delle 20 piastre di vetro di Murano incise da Marco Toso Borella per il Kansai Project (75 x 50 cm)

DA MURANO AL GIAPPONE

E’ il più recente, ambizioso e imponente progetto realizzato da Marco Toso Borella, tuttora in fase di elaborazione, un capolavoro dell’arte muranese realizzato per la vetreria artistica artigianale Mazzega.
Su commissione del magnate giapponese, Dr. Yamanishi Hiromichi, il progetto “Kansai” consiste in 20 piastre di vetro di Murano, della misura di 75 cm. x 50 cm., decorate secondo l’antica tecnica del graffito su foglia d’oro e smalti colorati.
Le incisioni riproducono in modo assolutamente fedele un’antica opera giapponese del X secolo, ossia “Taketori Monogatari”, ispirata alla leggendaria “Storia del tagliatore di bambù”, considerata la più antica fiaba giapponese. La storia, nota anche come “La storia della Principessa Kaguya” narra di una bambina misteriosa scoperta all’interno di una canna di bambù splendente nella notte.

Dalla fedeltà del tratto, dal rispetto stilistico e filologico, alla profonda simbologia legata ai colori: “I sogni come le fiabe – spiega Marco Toso Borella – non hanno nuances. Le figure sono parole, non corpi. Non ci sono ombre, rilievi, sfumature. L’estrema, elegante stilizzazione giapponese è qui al suo massimo. Un piccolo segno, leggermente obliquo diventa occhio, un tratto espressione. Le immagini da cui ho tratto i miei pezzi sono antichissime e il tempo ha sbiadito i colori originali. Per questo ho voluto usare degli smalti dai colori molto vivaci, lucenti come la “Principessa splendente”, la storia animata del 2013 di Isao Takahata candidata all’Oscar. Il supporto, ossia il vetro, diventa una base lucida che, colorata a smalti, richiama le antiche lacche giapponesi. Questo contesto ha quasi “obbligato” i colori all’estrema sintesi e alla mancanza di ogni sfumatura. Il cromatismo, quindi, è stato portato alla radice, alla ‘primarietà’ elementare. Un po’ come succede agli smalti araldici, chiaramente definiti, senza mezze misure. Il colore come simbolo, come rispetto, come gerarchia. I colori diventano e delimitano gli spazi della fiaba e del sogno”.

Una volta terminata, l’opera sarà esposta all’interno del Kansai Nursing School, una struttura situata nella regione del Kansai, in Giappone, destinata a diventare una scuola per infermiere.

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