ABOUT

Marco Toso Borella
è un artista veneziano a 360°:
pittore, scrittore, musicista,
ricercatore storico.
É nato e residente a Murano.
É pittore su vetro di Murano
di professione, nella continuità
di antiche tradizioni familiari.
É compositore, arrangiatore, cantante,
direttore del coro
più numeroso d’Europa
con più di 300 elementi.
É scrittore di saggi storici e romanzi.

IL VETRO

La pregiata materia prima Vetro di Murano, decorata con oro e smalti a livelli sovrapposti, si trasforma nelle mani di Marco Toso Borella in un’opera d’arte assoluta, che può incarnare le personali interpretazioni dell’artista di soggetti, concetti, suggestioni.
Incise attraverso punte di diverso diametro su una foglia d’oro 24k, tutte le sue opere sono pezzi unici, realizzati con una tecnica artistica unica al mondo che appartiene alla sua famiglia da generazioni e della quale lui rappresenta l’ultimo esponente vivente al mondo.

LA MUSICA

Le due formazioni corali fondate e dirette da Marco Toso Borella contano insieme oltre 300 voci e rappresentano un vero e proprio fenomeno artistico e musicale tutto veneziano.
Le 40 giovani e talentuose voci dei Vocal Skyline sono capaci di accompagnare i brani con gesti scenici e vere e proprie coreografie spettacolari.
La Big Vocal Orchestra è riconosciuta come l’orchestra vocale più numerosa d’Europa, straordinaria per impatto scenico e per il suo repertorio emozionante e fuori dal comune. 

I LIBRI

Scrittore di saggi storici, racconti e romanzi, che accompagna anche negli elementi grafici appositamente realizzati, Marco Toso Borella è autore di due fortunate opere narrative: la raccolta di racconti ispirati al mondo degli scacchi “Padroni e Pedine (scacchi a chi?)” e il romanzo ucronico “Venezia impossibile 1989: il Serenissimo Principe fa sapere che…”, giunto alla terza ristampa, tradotto in lingua inglese e trasposto anche in versione cinematografica.
La sua ultima pubblicazione è il pamphlet politico sulla Venezia post-covid “#FaseZero: La Verità su Venezia in Nove Capitoli”. 

BLOG

#Fuorifase cap.3 “Negazionista sarà lei…”

La (nuova, sana e robusta) Costituzione fisica Italiana Nota redatta dal redattore a mo’ di Prologo: IO CREDO CHE IL COVID SIA UNA PANDEMIA GRAVISSIMA, CHE SIA LA PESTE DEL NUOVO MILLENNIO, SENZA SE E SENZA MA E CHE CHI NEGA QUESTA AFFERMAZIONE SIA UN INCOSCIENTE RESPONSABILE E IRRESPONSABILE DEL MALE CHE COMPIE A SÉ E …

Come salvare (davvero) il Vetro di Murano

La creazione di un qualunque tavolo presuppone ci sia la possibilità di mangiare qualcosa, e, nei tempi migliori, di farsi un’ “abbuffata”. E per evitare che alla rimpatriata conviviale vengano coinvolti sempre e soltanto i soliti amici e non coloro che dovrebbero essere invece gli invitati principali del banchetto, mi permetto di intervenire preventivamente nel …

#FUORIFASE Cap. 2 Il vetro di Murano (Nel resto del mondo, invece…)

A Murano, per andare a fare la spesa, bisogna prendere un carrettino e spesso attraversare uno, due o tre ponti. All’andata e al ritorno. Per andare a Venezia si deve pagare un costoso abbonamento. Quando piove, poi, ci si bagnano le scarpe, i vestiti, ciò che hai acquistato e la mano che tiene l’ombrello, mentre …

FuoriFase – cap. I “Gli ultimi fuochi, oppio dei popoli”

Gli Ultimi Fuochi erano quelli che dovevano accendere il cielo dall’acqua, attesi dalle barche cariche di angurie e di canti, di bambini con gli occhi aperti e le bocche spalancate. Vissuti dagli adulti come un ripetuto ricordo, presente e passato, come un panettone di tanti natali. Gli Ultimi Fuochi erano le scialuppe incastrate sulla fiancata …

#FaseZero: Cap. IX ” Ultima Sinfonia”

“Freude, schöner Götterfunken Tochter aus Elysium, Wir betreten feuertrunken, Himmlische, dein Heiligtum!” “Gioia, bella scintilla divina, figlia dell’Eliseo, noi entriamo ebbri e frementi, o celeste, nel tuo tempio!” Inno alla Gioia Dalla IX Sinfonia di Ludwig Van Beethoven Parole di Friedrich Schiller     “Quello in cui l’autore, paragonandosi al grande Ludovico Van, equipara il risultato …

#FaseZero – Cap VIII “Venezia, Ilio”

Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò   Proemio dell’Iliade di Omero nella traduzione di Vincenzo Monti   “Quello in cui l’autore, cogliendo similitudini e concordanza accomuna nel disegno divino il morbo …